(Lat.
N+45°57’30” Long. E –12°39’05” Quota: 24 mt. slm; Tel.: 340-3102584; Fax:
0434-21112)
Il mese di settembre ha assunto le caratteristiche
di mese prettamente autunnale con eventi piovosi irregolari e con temperature
che si sono mantenute ben al di sotto delle medie del periodo. Le
precipitazioni, che sono ammontate a 176,6 mm., si sono distribuite nell’arco
di 13 giorni, anche se ben il 60% sul totale è caduto nei giorni 23-24-25-26,
creando danni per allagamenti oltre che impedendo il corretto assorbimento
delle acque in eccesso da parte dei terreni. Il dato mensile, comunque, si
dimostra in perfetta armonia con i riferimenti trentennali.
Ma l’anomalia principale di questo mese è risultata
indubbiamente la temperatura. Le temperature medie mensili di Pordenone in
settembre misurano in media 18,4 C°, ma il valore misurato nel 2001 è stato di
16,22 C° con un distacco di più di 2 C° dalle medie di riferimento, effetto
questo derivante da un costante apporto di aria fresca di origine
nord-atlantica che ha mantenuto bassi soprattutto i valori minimi.
Il mese di ottobre si è invece rivelato eccezionale
per quanto concerne la temperatura media che ha superato tutti i valori di
riferimento risultando di ben 15,86 C°, al di sopra di 2 C° sulle medie
abituali (ricordiamo che comunque, anche nello stesso mese del 1990, si misurò
una temperatura media di 15,80 C°).
Ottobre in ogni caso è un mese che, dal punto di
vista climatico, può sorprendere: nel 1995, ad esempio, non cadde una goccia
d’acqua per tutto il periodo, all’estremo opposto nel 1992, le precipitazioni
furono abbondantissime arrivando a ben 410 mm. e distribuendosi in 16 giornate
piovose. Parlando ancora di precipitazioni, quest’anno ottobre a Pordenone è
risultato un mese abbastanza secco: 71,8 mm. di pioggia caduti contro una media
di 190.
Per concludere, diciamo che le temperature del mese
appena trascorso si sono mantenute generalmente al di sopra delle medie in
particolare per quello che riguarda i valori massimi che si sono avvicinati, in
molti casi, a livelli paragonabili a quelli estivi; questo per la presenza abbastanza costante di un anticiclone e di
correnti d’aria calde ed umide di matrice nord-africana.
Dott. Massimiliano Loca
(Lat.
N+45°57’30” Long. E –12°39’05” Quota: 24 mt. slm; Tel.: 340-3102584; Fax:
0434-21112)
Una delle peculiarità che ha contraddistinto il 2001, è risultato il piovoso e caldo inverno che è somigliato più ad un prolungamento dell’autunno che ad una stagione per cui mettere gli sci ai piedi.
Infatti, già il mese di dicembre si presentava
mostrando temperature notevolmente superiori alla media (6,42 C°) sintomo
evidente di una situazione di caldo piuttosto anomalo relativamente al periodo.
Solo uno sprazzo di freddo intenso, si verificò la mattina del 23 dicembre 2000
quando la colonnina di mercurio precipitò a –7 C°, punta minima registrata
durante tutto l’inverno meteorologico 2001.
Gennaio si è invece distinto per la piovosità
veramente rilevante (174,5 mm.) distribuitasi in ben 15 giorni e temperature al di sopra della media che
hanno reso questo mese come uno dei più caldi del secolo.
Anche in marzo abbiamo assistito ad una inconsueta
piovosità (225,1 mm) superata solo, negli ultimi 50 anni, dal marzo ’75 con 293,0 mm., ed accompagnata
inoltre da temperature miti come si può anche evincere dalla tabella allegata.
Ad un aprile nella norma, è poi seguito un maggio caldo
e piuttosto secco con scarsi eventi piovosi di rilievo. I mesi estivi
rappresentati essenzialmente da luglio e agosto, sono stati piuttosto tipici:
in particolare, luglio è stato caratterizzato dalle prime due decadi
assolutamente piovose, mentre in agosto si è rilevato un lungo periodo con
assenza di precipitazioni significative. Il mese di settembre 2001, il primo
dell’autunno climatologico, interrompe l’afa ed il caldo tipica dei mesi estivi
e, con una temperatura media di 16,22 C°, si pone come uno dei più freddi del
trentennio a causa del dominio di correnti nordoccidentali che apportano
inoltre copiose precipitazioni.
Al contrario, ottobre, è apparso molto mite e secco
risultando come un appendice dell’estate e simile, dal punto di vista termico, al
mese di settembre con 15,86 C° di temperatura media. Chiude novembre,
caratterizzato da continui apporti di aria fredda proveniente dall’Europa
continentale, la quale ha contribuito a rendere questo mese molto più freddo
della norma e nello stesso tempo, scarsamente piovoso.
Considerando l’anno meteorologico 2001 nel suo
complesso, possiamo affermare che i dati a nostra disposizione mostrano un
certa riduzione della cosiddetta Escursione
Termica Annua, ovvero la differenza tra la temperatura media mensile del
mese più caldo rispetto al mese più freddo. Ciò implica un appiattimento della
curva termica annua che vuol dire essenzialmente che non è esistita una
differenza notevole tra l’estate e l’inverno perché quest’ultimo è risultato
molto più caldo della media.
Massimiliano Loca
ANNO METEOROLOGICO 2001 |
|||
|
Mese |
Piovosità (mm.) |
Temp. (C°) |
Giorni piovosi |
|
Dicembre |
74.1 |
6.42 |
7 |
|
Gennaio |
174.5 |
5.26 |
15 |
|
Febbraio |
18.1 |
5.27 |
3 |
|
Marzo |
225.1 |
10.15 |
15 |
|
Aprile |
144.7 |
11.48 |
10 |
|
Maggio |
64.2 |
19.82 |
6 |
|
Giugno |
77.4 |
20.13 |
8 |
|
Luglio |
146.6 |
22.99 |
12 |
|
Agosto |
146.1 |
24.07 |
8 |
|
Settembre |
176.6 |
16.22 |
13 |
|
Ottobre |
71.8 |
15.86 |
6 |
|
Novembre |
41.1 |
6.64 |
6 |
|
SOMMA |
1360.3 |
|
109 |
|
MEDIA |
|
13.69 |
|
(Fonte dati:
Stazione Meteo PN-Centro, di Massimiliano Loca)
(Lat.
N+45°57’30” Long. E –12°39’05” Quota: 24 mt. slm; Tel.: 340-3102584; Fax:
0434-21112)
Dicembre 2001: gelido e siccitoso
Il mese appena trascorso è stato caratterizzato da
un freddo intenso che ha pochi riscontri nel passato e contraddistinto,
inoltre, da una abbondante nevicata verificatasi il giorno 13. Quest’ultima ha
causato grossi disagi sia alla circolazione stradale che all’incolumità dei
pedoni, ritrovatisi di colpo ad affrontare le insidie del ghiaccio formatosi
immediatamente a causa della gelida bora che ha accompagnato la precipitazione.
La temperatura media del mese è risultata di appena
0,85 C°, valore posto di ben 3,1 C° al di sotto dei valori di riferimento ed
uno dei più freddi degli ultimi 50 anni. A paragone, lo stesso mese del 2000,
presentò una temperatura media di ben 6,42 C°.
Nello stesso tempo le precipitazioni sono state
molto scarse (a parte l’evento nevoso di cui si è detto) e hanno totalizzato
solo 7,9 mm., determinando un prolungamento della fase di siccità già
cominciata con il mese di Novembre che è stato avaro di pioggia e quindi
accentuando i timori ed i rischi riguardo gli incendi boschivi.
Ma la caratteristica più interessante,
statisticamente parlando, è stata la lunga sequenza di giorni con temperature
minime abbondantemente al di sotto dello 0° termico. Infatti, si sono
registrati ben 12 giorni con temperature minime inferiori ai –5 C°, mantenutesi
per le continue irruzioni di aria gelida artica e continentale portata da
fortissimi (in alcuni casi) venti di bora. I venti orientali e settentrionali,
infatti, sono stati le componenti meteorologiche fondamentali di questo periodo
che, assieme alla pressione atmosferica che si è mantenuta alta e livellata,
hanno impedito l’ingresso dei sistemi frontali umidi dal Mediterraneo verso la
nostra Regione. Possiamo quindi concludere dicendo che questo inverno 2001-2002
si preannuncia come molto rigido e poco piovoso, perfettamente all’opposto
dello scorso anno quando, le piogge e le temperature miti, hanno fatto più
pensare ad un'unica e lunga stagione autunnale.
Massimiliano Loca
|
Sequenze di almeno 3 giorni
con temperatura minima inferiore a –5C° dal 1990 al 2001 a Pordenone |
|||||
|
Mese-anno |
Giorno |
T° min. (C°) |
Mese-anno |
Giorno |
T° min. (C°) |
|
Feb. 1991 |
1 |
-5.5 |
Gen. 1998 |
27 |
-5.5 |
|
|
2 |
-8 |
|
28 |
-7 |
|
3 |
-8 |
29 |
-5 |
||
|
4 |
-6 |
30 |
-5 |
||
|
5 |
-5.5 |
31 |
-5 |
||
|
6 |
-7 |
Gen. 2000 |
25 |
-6 |
|
|
7 |
-6.5 |
|
26 |
-9 |
|
|
Dic. 1991 |
10 |
-6 |
27 |
-8 |
|
|
|
11 |
-6 |
28 |
-5.5 |
|
|
12 |
-5 |
Dic. 2000 |
22 |
-5 |
|
|
Feb.1994 |
15 |
-5 |
|
23 |
-7 |
|
|
16 |
-5 |
24 |
-5 |
|
|
17 |
-6 |
Dic. 2001 |
10 |
-5 |
|
|
18 |
-6 |
|
14 |
-6 |
|
|
Feb. 1996 |
7 |
-6.5 |
15 |
-6.5 |
|
|
|
8 |
-6.5 |
16 |
-7.5 |
|
|
9 |
-5 |
17 |
-8.5 |
||
|
Dic. 1996 |
27 |
-6 |
18 |
-7.5 |
|
|
|
28 |
-8.5 |
19 |
-7 |
|
|
29 |
-10 |
20 |
-6 |
||
|
30 |
-9.5 |
21 |
-5 |
||
|
31 |
-5 |
22 |
-5 |
||
|
|
|
24 |
-5.5 |
||
|
|
|
25 |
-7.5 |
||
(Fonte dati:
Stazione Meteo PN-Centro, di Massimiliano Loca)
(Lat.
N+45°57’30” Long. E –12°39’05” Quota: 24 mt. slm; Tel.: 340-3102584; Fax:
0434-21112)
Gennaio freddo, ma non da record
La pianura friulana occidentale è stata interessata, in questo primo scorcio dell’inverno, da un quadro climatico caratterizzato da bassissime temperature minime e dal prolungamento della fase di siccità iniziata con il mese di novembre. La situazione è risultata diversa comunque in gennaio rispetto al gelido mese di dicembre.
Il prolungamento della fase
di gelo, iniziata con la seconda decade di dicembre, si è protratta fino alla
seconda decade di gennaio, dopo la quale, si è verificato un notevole rialzo
termico che ha fissato il valore della temperatura media mensile ad un valore
basso ma non eccezionale: se infatti paragoniamo la media del gennaio 2002 a
Pordenone con quella del 1985 e del 2000, riscontriamo il valore di 1,42 C° per
il 2002, 0,30 C° per il 1985 ed addirittura 0,26 C° per il 2000 che ha ricevuto
inoltre, solo 1 mm. di pioggia.
Gli eventi meteorologici più
significativi ed alla base di queste condizioni, hanno avuto come protagonisti l’anticiclone russo-siberiano
che, con le sue gelide correnti di origine continentale, ha mantenuto le rigide
temperature per un lungo periodo, la
neve del giorno 15 che, fortunatamente, si è presentata in forma più
dolce e “sciroccosa” rispetto all’evento del 13 dicembre, anche se comunque è
caduta in maniera abbondante per tutto il pomeriggio imbiancando la città con
un manto di circa 4 cm. e la nebbia,
che ha avvolto ogni cosa durante la terza decade del mese, periodo in cui si è
verificato un aumento notevole dell’umidità relativa dovuto al cambiamento
della massa d’aria dominante (area di alta pressione stazionante sull’Europa
meridionale).
Le precipitazioni mensili sono risultate piuttosto scarse totalizzando 33,3 mm.: l’unico evento degno di nota, si è verificato il giorno 24 con 28,5 mm. di pioggia caduti in 24 ore dovuti al passaggio di una perturbazione atlantica, mentre l’evento nevoso del 15 ha apportato 3,7 mm.
In conclusione, un gennaio completamente diverso da quello del 2001, in cui caddero ben 174,5 mm. di pioggia con una temperatura media di ben 5,26 C°.
Massimiliano Loca
(Lat.
N+45°57’30” Long. E –12°39’05” Quota: 24 mt. slm; Tel.: 340-3102584; Fax:
0434-21112)
Il mese si è contraddistinto per la presenza di nebbie e foschie che hanno interessato più o meno estesamente la nostra Provincia, a causa dell’elevato tasso di umidità relativa e del ristagno dell’aria nei bassi strati che, al contrario dei mesi precedenti, non è stata adeguatamente rimossa dai forti venti freddi di matrice continentale o artica. Sull’Italia è infatti stazionato, per lunghi periodi, un anticiclone che ha determinato inversione termica ed accumulo di aria fredda ed umida nelle zone pianeggianti.
Tale situazione di alta pressione, si è alternata con il passaggio di veloci depressioni con perturbazioni annesse che comunque, non hanno apportato fenomeni di rilievo.
Solamente nei giorni 6, 15, 16, l’apporto di precipitazioni è stato significativo: infatti, tra il giorno 6 ed il 7 si sono misurati 39,3 mm., mentre il 15 ed il 16, 40,8 mm. frutto dell’afflusso di correnti umide da sud-est in quota annesse all’area di bassa pressione. Il totale cumulato di pioggia nel mese si è attestato su 87,3 mm., dato che risulta essere posizionato sulle medie del periodo e ben lontano dal febbraio record degli ultimi 50 anni registrato nel 1978 con ben 276,0 mm. (dato del Magistrato alle Acque di Venezia).
Per quanto concerne le temperature, il mese appena trascorso è risultato molto mite e al di sopra delle medie con 5,82 C°, che rappresenta un indice elevato e simile al caldo febbraio del 1995 in cui si misurarono 6,07 C°. Quindi un mese in contro tendenza rispetto al rigido inverno che fino ad ora ci aveva accompagnati, portando un generale innalzamento delle temperature, preludio all’inizio della stagione primaverile.
Massimiliano Loca

(Fonte dati: Stazione Meteo PN-Centro)
(Lat.
N+45°57’30” Long. E –12°39’05” Quota: 24 mt. slm; Tel.: 340-3102584; Fax:
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Bollettino climatico Giugno-Luglio-Agosto 2002
Giugno: mese di estremi
Un mese di giugno molto interessante per le
casistiche meteorologiche della nostra provincia a causa della mutevolezza
delle condizioni del clima che ha determinato temperature medie molto al di
sopra dei valori di riferimento, ed una piovosità elevata legata a fenomeni di
breve durata, ma molto intensi (episodi alluvionali).
Il mese può essere suddiviso in due parti ben
definite: la prima, comprendente la prima decade, contraddistinta da una
notevole piovosità concentratasi comunque in tre soli eventi e da temperature
che si sono mantenute al di sotto dei valori medi; nella seconda, invece,
abbiamo osservato come le temperature si siano portate su valori decisamente
“africani” ed abbastanza inconsuete per il periodo.
Passando ad una analisi più approfondita, il mese si
è aperto con condizioni di stabilità atmosferica destinate però ad avere una
breve durata: una depressione posizionata sull’Europa Centrale ha interessato
da vicino il nord Italia favorendo il richiamo anche sulla nostra provincia, di
correnti molto umide ed instabili. Come risultato di queste condizioni, si sono
verificate piogge di tipo alluvionale con quantitativi veramente impressionanti
caduti in un breve lasso di tempo. Come esempio significativo, citiamo la località
di Barcis che ha ricevuto, il giorno 5, 300 mm. di pioggia in 24 ore oppure la
stazione di Vivaro in cui sono caduti ben 137,2 mm. sempre il giorno 5.
Anche Pordenone ed il resto della provincia non sono
stati risparmiati dalle piogge, dal forte vento e dai temporali dei giorni 5 e
6: in particolare, nel capoluogo della Destra Tagliamento, sono caduti ben 61,8
mm. il giorno 5 e 21,3 mm. il 6.
Tutti i principali corsi d’acqua della nostra
provincia sono tracimati ad iniziare dal Livenza, che ha invaso il centro
storico di Sacile, ma anche Meduna e Noncello, con la situazione che è tornata
a normalizzarsi 48 ore più tardi..
Un successivo fronte atlantico accompagnato da
correnti fresche ed a tratti instabili, ha interessato il nordest il giorno 10,
scaricando il proprio potenziale in particolare su Pordenone con un violento
temporale con grandine che ha apportato ben 36,4 mm. in un’ora.
A partire dal giorno 13, abbiamo assistito ad
un’inversione di tendenza, ovvero all’instaurarsi di un anticiclone ben strutturato
con aria molto calda in quota. La persistenza di queste condizioni di stabilità
dell’atmosfera, unitamente all’aumento delle temperature e dell’umidità, hanno
apportato condizioni di afa che si è fatta via via più opprimente con il
passare dei giorni: le temperature massime in città, si sono innalzate fino a
toccare i 34,5 C° nei giorni 23 e 24.
Il resoconto mensile, soprattutto per i valori
termici, è da record: ben 23,13 C° la temperatura media di giugno 2002 a
Pordenone con uno scarto di oltre 1,6 C° dai valori normali. Anche le
precipitazioni sono risultate abbondanti con 192,3 mm., valore che è di circa
50 mm. superiore alle medie del periodo.
Luglio nella norma
Il mese più rappresentativo della stagione estiva è
risultato piuttosto normale dal punto di vista climatico. A Pordenone, si sono
misurati 146,6 mm. di pioggia mensili (valore tra l’altro identico a quello del
Luglio 2001) con una temperatura media di 23,85 C°, dato che si discosta di
poco dai valori normali.
Luglio si è aperto con una marcata instabilità
dovuta al passaggio di alcuni fronti atlantici in rapida successione che hanno
apportato precipitazioni cospicue ed aria relativamente fresca (21,8 mm. a
Pordenone il giorno 3). Dal giorno 7 si è instaurata una campana anticiclonica
che ha interessato gran parte dell’Europa Centrale e meridionale portando belle
giornate terse con un caldo sopportabile per i bassi valori di umidità
relativa. Tale situazione ha avuto però breve durata per l’approssimarsi, dal
giorno 13, di una depressione in formazione sul Mar Ligure con conseguente
afflusso in quota di correnti da sud-est umide ed instabili, che hanno causato
sul capoluogo ed un po’ su tutta la provincia, precipitazioni temporalesche
(16,0 mm. il giorno 14, 23,0 mm. il 15 e 28,6 mm. il 16 rilevati a Pordenone Centro).
Una variazione del panorama meteo in provincia, si è
avuto nella terza decade caratterizzata per lo più dall’apporto di correnti
fresche dal nord Europa, che sono ruotate successivamente dai quadranti
orientali, risultando per questo molto più calde e secche e piuttosto stabili.
Alla fine del mese, una nuova e più intensa
circolazione depressionaria in approfondimento sulla Francia, ha fatto affluire
sul nord Italia correnti sud-occidentali umide ed a tratti molto instabili che
hanno interessato la nostra provincia anche nei primi giorni di Agosto: il
violento nubifragio del mattino del 4 che ha scaricato a Pordenone ben 35,2 mm.
di pioggia in soli 20 minuti, ne è stato la più evidente testimonianza.
Agosto con molte nubi
L’estate del 2002 verrà certamente ricordata nelle
statistiche come una delle più fredde e piovose degli ultimi venti anni
accomunando sia le regioni settentrionali che quelle meridionali dell’Italia a
causa dell’assenza pressochè totale dell’anticiclone delle Azzorre spostatosi a
notevole distanza dall’area mediterranea. Ciò ha determinato il costante
ingresso di correnti atlantiche le quali hanno apportato una notevole
instabilità atmosferica, manifestatasi anche con piogge violente, grandinate e
trombe d’aria.
Soprattutto le prima decade in provincia di
Pordenone, è stata caratterizzata da piogge molto intense (161,4 mm. a PN
Centro) provocate dalla presenza di una
depressione centrata sulla Francia che ha fatto affluire correnti
sud-occidentali umide ed a tratti molto instabili per molti giorni.
La seconda parte del mese è stata invece dominata da
una massa d’aria relativamente secca e stabile quasi sempre di provenienza
orientale, che non ha comunque consentito ai valori termici massimi di portarsi
molto al di sopra dei 30 C°.
Le precipitazioni totali del mese, pur non essendo
da record (350 mm. nel 1996 a PN Centro), sono comunque risultate abbondanti
con un valore di 226,0 mm., mentre le temperature medie hanno risentito della
presenza di nubi per molte ore della giornata, mantenendosi di circa un grado
al di sotto dei valori di riferimento (22,48 C°)
Massimiliano Loca
(Lat.
N+45°57’30” Long. E –12°39’05” Quota: 24 mt. slm; Tel.: 340-3102584; Fax:
0434-21112; E-mail: astrofilipordenonesi@go.to)
Bollettino climatico
settembre-ottobre 2002
Settembre
soleggiato, freddo alla fine
Solitamente
alle nostre latitudini nell’emisfero boreale, il mese di settembre si esprime,
a livello climatologico, come un periodo di spiccata instabilità dovuta ai
forti contrasti che si innescano tra le masse d’aria provenienti dall’Atlantico
più fredde ed instabili ed il Mare Mediterraneo, un vero e proprio
“accumulatore” di calore durante la stagione estiva e che lentamente rilascia
durante il periodo autunnale. In queste condizioni è più facile che si generino
fenomeni meteorologici violenti anche di breve durata nonché gravi episodi alluvionali.
Nonostante
tali presupposti, quest’anno settembre è apparso completamente nella norma sia
dal punto di vista della piovosità che delle temperature le quali si sono
mantenute piuttosto costanti nell’arco del mese, mentre le precipitazioni si
sono più che altro concentrate nella terza decade. Il valore cumulato risulta
essere di 122,2 mm. per quanto riguarda la pioggia caduta, dato che si pone un
poco al di sotto delle medie, mentre la temperatura media mensile di 18,45 °C,
coincide perfettamente con le medie del periodo. (Fonte dati: Stazione Meteo PN-Centro).
Ben
diversa è risultata la situazione meteorologica per le altre regioni italiane,
in particolare per quelle che si affacciano sul Mar Tirreno e per le regioni
nord-occidentali, che hanno subito danni a causa di violente precipitazioni
anche di tipo alluvionale e trombe d’aria che hanno ripetutamente colpito il
litorale toscano, campano, laziale. Anche il Piemonte e la Val d’Aosta sono
state interessate da piogge abbondanti, temporali e grandinate, che hanno per
fortuna risparmiato la nostra provincia ed il Friuli più in generale. Il nostro
territorio si è infatti trovato ai margini di una vasta depressione presente
sulle isole britanniche e poi in lento spostamento verso est, che ha convogliato
aria solo a tratti umida da sud-est, per cui le precipitazioni si sono rivelate
solo occasionali e le giornate sono trascorse miti e abbastanza soleggiate.
Un
cambio radicale nelle condizioni del tempo si è invece avuto a partire dalla
terza decade, per l’instaurarsi di un nucleo depressionario con aria fredda e
instabile in quota, il quale ha apportato abbondanti precipitazioni (51,8 mm. a
Pordenone il 21 e 36,0 mm. il 24) ed un repentino calo delle temperature a
causa del successivo afflusso di forti correnti da nord-est nei bassi strati.
Il
mese si è chiuso con l’arrivo di un promontorio anticiclonico che ha
interessato gran parte dell’Europa centro-meridionale e che ha favorito la
stabilità atmosferica, quindi la presenza di cieli sereni.
Ottobre
nella norma con precipitazioni non consistenti ma ben distribuite
Il
mese in esame ha presentato un decorso senza irregolarità climatiche, con la
conseguenza che i valori mensili di temperature e piovosità risultano
perfettamente in media con il periodo. Ne è derivato che la temperatura media è
stata di 13,99 °C (13,96 °C è la media a PN Centro), mentre le precipitazioni
si sono attestate sui 108.6 mm. (184.0 mm. di media). Bisogna comunque
puntualizzare, che in provincia di Pordenone, questo mese presenta delle
notevoli discontinuità per quanto riguarda le precipitazioni. Infatti, andando
a ritroso nel tempo, si scopre che nel 1992 piovve moltissimo ed alla fine del
mese i pluviometri misurarono ben 410 mm. in 16 giorni di pioggia; viceversa,
nel 1995 non piovve affatto ed in più, fu un mese particolarmente caldo con
14,76 °C di media. Ma l’ottobre più tropicale degli ultimi 20 anni fu quello
dell’anno scorso in cui si rilevarono ben 15,86 °C, caratterizzato da molte
giornate con bel tempo stabile ed elevata umidità dell’aria, con le temperature
che si tennero costantemente al di sopra delle medie abituali.
Per
quanto concerne il decorso climatico del mese appena trascorso, abbiamo avuto
solo due episodi perturbati da menzionare: il primo, avvenuto all’inizio della
seconda decade e causato da una depressione mediterranea che ha convogliato
aria umida sciroccale sull’Italia settentrionale, provocando piogge intense nel
Pordenonese (66,8 mm. a PN, 75,8 mm. a Vivaro, 80,0 mm. a Brugnera, 83,6 mm. a
S.Vito al Tagliamento). Il secondo, innescato da un fronte freddo atlantico
preceduto da correnti sud-occidentali umide nei bassi strati, ha favorito il
verificarsi di precipitazioni brevi ma intense nei giorni 21 e 22 (30,0 mm. a
PN, 26,2 mm. a Vivaro, 56,2 mm. a S.Vito al Tagliamento e 29,8 mm. a Brugnera. Fonte dati: Stazione Meteo PN-Centro e OSMER
FVG).
In
riferimento alle temperature, come accennato in precedenza, il mese è stato
mite con molte giornate in cui i valori massimi si sono aggirati intorno ai 20
°C.
(*)= Società Meteorologica
Italiana
Il Responsabile
Dott. Massimiliano
Loca
(Lat.
N+45°57’30” Long. E –12°39’05” Quota: 24 mt. slm; Tel.: 340-3102584; Fax:
0434-21112; E-mail: astrofilipordenonesi@go.to)
BOLLETTINO CLIMATICO NOVEMBRE 2002
Valori termici molto superiori alla media e piogge
“monsoniche” in montagna
La storia si ripete. Ci siamo appena lasciati alle
spalle un mese di novembre tra i più drammatici dal punto di vista climatico
che la nostra provincia abbia mai attraversato, forse addirittura alla pari con
quello altrettanto inclemente del 1966.
Infatti, in pochi giorni, una grande mole di energia
termica accumulatasi nei mesi precedenti sull’Oceano Atlantico e sul Mare
Mediterraneo ed un volume impressionante di vapore acqueo trasportato da forti
venti di scirocco, si sono dati appuntamento sulle Prealpi pordenonesi, dove, a
causa dell’innalzamento orografico l’umidità trasportata dalle nubi si è
condensata in imponenti quantità di acqua piovana, che è precipitata al suolo
in un arco brevissimo di tempo. I dati rilevati in alcune stazioni della
montagna pordenonese tra i giorni 25 e 26, rendono l’idea della gravità
dell’evento climatico: oltre 500 mm. di pioggia caduti a Barcis e Claut e 450
mm. sul Piancavallo.
Anche in pianura le cose non sono andate molto
meglio non tanto per la pioggia caduta, ma per la enorme quantità di acqua che
stava per scaricarsi di lì a poco dalla montagna e che, unita a fattori concomitanti
(forte vento di scirocco e maree record sulle aree lagunari), avrebbe provocato
le esondazioni del fiume Meduna e Noncello il quale ha invaso ampie zone della
città di Pordenone.
Guardando il passato comunque, eventi di questa
portata si sono verificati ciclicamente: fra tutti si potrebbe ricordare, anche
per la casuale coincidenza di data, il 25 novembre 1990, dove un furioso
nubifragio si abbattè sul capoluogo e su altre zone della provincia (in
particolare il sacilese), scaricando ben 220 mm. di pioggia in sole 10 ore,
oppure i 368,0 mm. di pioggia mensili caduti nel 1982 che costituiscono il
record degli ultimi 50 anni a Pordenone. Ma novembre può essere talvolta
considerato anche un mese freddo e secco come quello del 1993 in cui si
verificò una spruzzata di neve il giorno 20 con temperatura minima scesa fino a
–3 °C e quello del 1998 che ebbe una media mensile di appena 6,03 °C, con soli
41,8 mm. di pioggia caduta.
Tornando al mese appena trascorso, solo inizialmente
siamo stati interessati da correnti d’aria relativamente fresca proveniente
dall’Atlantico e successivamente da aria fredda e secca proveniente da
nord-est, ma a partire dalla seconda decade la nostra provincia ha subito
l’influenza di più sistemi depressionari che hanno convogliato correnti umide
sciroccali verso le Alpi: un primo episodio perturbato si è verificato il
giorno 18 con piogge intense anche in pianura (89,6 mm. a PN-Centro, 104,4 mm.
a Vivaro) che hanno portato ad una prima esondazione di Meduna e Noncello.
Successivamente, un’estesa saccatura proveniente dalle isole britanniche ha
nuovamente favorito l’afflusso di correnti molto umide meridionali che hanno
scaricato il loro enorme potenziale acqueo sui primi contrafforti alpini,
determinando le gravi esondazioni in pianura. Al contrario di quanto avvenuto
in montagna, proprio in pianura non si sono avute precipitazioni eccezionali:
infatti, il totale cumulato a Pordenone è risultato di 243,2 mm. in 14 giorni
di pioggia, un valore elevato ma non da record. Ciò che invece è da ricordare
perché è sicuramente un’anomalia, è la temperatura media mensile che è
risultata di 10,91 °C, misura che si pone di ben 2,5 °C al di sopra dei valori
di riferimento e che posiziona questo mese come uno dei più caldi del secolo.
Il Responsabile
Dott. Massimiliano Loca

(Fonte dati: Stazione Meteo
PN-Centro)
(*):
Società Meteorologica Italiana
(Lat.
N+45°57’30” Long. E –12°39’05” Quota: 24 mt. slm; Tel.: 340-3102584; Fax:
0434-21112; E-mail: astrofilipordenonesi@go.to)
L’anno meteorologico 2002 a
Pordenone
di Massimiliano Loca
Sono
stati innumerevoli gli aspetti climatici che possono essere ricordati e gli
eventi estremi che si sono verificati nell’anno 2002; in questo resoconto,
esamineremo brevemente, mese per mese, l’evolvere meteorologico stagionale
soffermandoci, dove occorre, sulle anomalie frequenti che hanno caratterizzato
soprattutto i mesi di dicembre, giugno e novembre.
Il
primo mese in esame, cioè dicembre 2001, sarà ricordato per il
freddo intenso che ha avuto pochi
riscontri in passato e contraddistinto dall’abbondante nevicata del giorno 13
avvenuta per di più con temperature al suolo dell’ordine dei – 4 °C, a causa della
gelida bora che ha accompagnato la precipitazione e a cui è seguita una lunga
sequenza di giorni con temperature minime abbondantemente sotto lo 0 °C. Si
sono registrati infatti, ben 12 giorni con temperature minime inferiori ai –5
°C per le continue irruzioni di aria gelida artica e continentale, portata da
forti venti di bora. Conseguenza di ciò è stata la bassissima temperatura media
mensile di appena 0,85 °C, uno dei valori più freddi degli ultimi 50 anni.
La
fase di clima secco e gelido, si è protratta fino alla seconda decade di gennaio
fissando la temperatura media di questo mese a 1,42 °C, valore basso ma non
eccezionale se riferito ad es. agli 0,26 °C del gennaio 2000, mentre le
precipitazioni mensili sono risultate piuttosto scarse totalizzando 33,2 mm. Il
mese di febbraio si è invece presentato mite e umido e contraddistinto
da nebbie e foschie che hanno interessato più o meno estesamente la nostra
provincia, a causa di un anticiclone che ha stazionato per lunghi periodi
sull’Italia. Non si sono verificati fenomeni significativi e la temperatura
media mensile è stata molto mite con 5,82 °C.
Marzo, il primo mese della primavera meteorologica 2002, è
stato piuttosto siccitoso, risentendo in maniera evidente della presenza di un
anticiclone che ha dominato lo scenario fino alla fine del mese per cui le
precipitazioni sono state poco significative totalizzando solo 21,0 mm. Al
contrario, aprile si è rivelato un mese dalle spiccate caratteristiche di
variabilità, risultando comunque nella media sia come precipitazioni (175,8
mm.), che come temperature (12,40 °C). Una buona piovosità ha caratterizzato
invece il mese di maggio (221,0 mm.), periodo che statisticamente si rivela
sempre piuttosto umido.
Un giugno estremo, condizionato dalla
presenza di depressioni che hanno convogliato sul nostro territorio intense
correnti meridionali molto umide ed instabili, cioè condizioni ideali per il
verificarsi di piogge di tipo alluvionale che si sono abbattute soprattutto
sulle località montane e da una fase di tempo anticiclonico con aria molto
calda in quota che ha fatto impennare i termometri fino a toccare i 34,5 °C. Il
risultato è stato un resoconto mensile da record: 23,13 °C la temperatura media
del mese a Pordenone, dato superiore ai valori normali di ben 1,6 °C. E questa
è stata l’unica vera ondata di calore dell’estate 2002 dato che i mesi
successivi luglio e agosto sono stati prevalentemente
influenzati da correnti atlantiche fresche ed instabili con l'anticiclone delle
Azzorre “plagiamente” adagiato nel bel mezzo dell’Oceano Atlantico.
Anche
se settembre e ottobre sono risultati mesi
abbastanza normali dal punto di vista climatico, non possiamo affermare ciò per
novembre,
mese decisamente piovoso per non dire alluvionale con volumi impressionanti di
pioggia caduti al suolo in un arco brevissimo di tempo soprattutto sulle
Prealpi pordenonesi. Oltre a questo, il dato più eclatante per Pordenone, è
rappresentato dalla temperatura media mensile che è risultata di 10,91 °C, un
valore superiore alla media storica di ben 2,5 °C. Decisamente un novembre tra
i più caldi del secolo.
ANNO
METEOROLOGICO 2002
|
|||
|
Mese |
Piovosità (mm.) |
Temp. (°C) |
Giorni piovosi |
|
Dicembre |
7.9 |
0.85 |
2 |
|
Gennaio |
33.3 |
1.42 |
2 |
|
Febbraio |
87.3 |
5.82 |
6 |
|
Marzo |
21.0 |
9.81 |
4 |
|
Aprile |
175.7 |
12.44 |
13 |
|
Maggio |
221.0 |
17.86 |
15 |
|
Giugno |
192.3 |
23.13 |
11 |
|
Luglio |
146.6 |
23.85 |
14 |
|
Agosto |
226.0 |
22.48 |
12 |
|
Settembre |
122.2 |
18.45 |
8 |
|
Ottobre |
108.6 |
13.99 |
8 |
|
Novembre |
243.2 |
10.91 |
14 |
|
SOMMA |
1585.2 |
|
109 |
|
MEDIA |
|
13.42 |
|
(Fonte dati: Stazione Meteo
PN-Centro, di Massimiliano Loca)
(Lat.
N+45°57’30” Long. E –12°39’05” Quota: 24 mt. slm; Tel.: 340-3102584; Fax:
0434-21112; E-mail: astrofilipordenonesi@go.to)
BOLLETTINO CLIMATICO DICEMBRE 2002
Mese caldo, mediamente
piovoso
Il mese di
dicembre è stato prevalentemente influenzato da correnti atlantiche miti e
relativamente umide che hanno favorito un generale mantenimento dei valori
termici sopra le medie del periodo ed una piovosità discreta distribuita
uniformemente in 9 giorni.
Come si diceva per le temperature, la media mensile
è risultata di 5,94 °C, misura che si pone di quasi 2 °C sopra i valori di
riferimento, anche se più bassa rispetto ai 6,42 °C del dicembre record del
2000 ed in estrema contrapposizione nei confronti dello stesso periodo del
2001, record negativo questa volta, con appena 0,85 °C. Nel contempo, la
piovosità cumulata si attesta su 77,8 mm. dato molto vicino alle medie (91,8
mm.) con un picco massimo giornaliero di 26,4 mm. registratosi il giorno 28.
Quindi il mese è trascorso in maniera piuttosto
regolare con un’unica parentesi verificatasi a partire dal giorno 8 in cui
siamo stati investiti da correnti fredde provenienti dalla Russia che hanno
favorito la temporanea discesa delle temperature fino al picco minimo di –5 °C
all’alba del giorno 11. Comunque si è trattato di un episodio di breve durata
che non ha influenzato particolarmente il decorso climatico mensile.
Ma la considerazione più importante che può essere
fatta, è la ormai cronica carenza o addirittura mancanza di precipitazioni
nevose in montagna sotto i 1500 mt. durante la stagione invernale. Questo è
l’effetto più evidente del cambiamento climatico globale in atto che può essere
visualizzato osservando due situazioni che si verificano frequentemente dalle
nostre parti: 1) inverni poco o mediamente piovosi, miti perché influenzati dall’Oceano
Atlantico o dal Mar Mediterraneo e caratterizzati da una certa ripetitività di
temperature medie mensili più elevate rispetto alle medie di riferimento; 2)
inverni secchi o scarsamente piovosi e nevosi, con predominanza
dell’anticiclone russo-siberiano che, certamente determina un notevole
abbassamento delle temperature, ma apporta anche aria solitamente gelida e
secca che non favorisce di certo precipitazioni di qualunque tipo.
Il
Responsabile

Dott. Massimiliano Loca
(Fonte dati:
Stazione Meteo PN-Centro)