CONVEGNO DI ASTRONOMIA
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"Come osservare il cielo"
“Telescopi e Nuove Tecnologie”
“100 anni della Specola Vaticana”
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II primo relatore della serata è stato Daniele Negro, direttore dell'Osservatorio "Paola" di Roveredo in Piano e della Stazione Astronomica di Malnisio di Montereale Valcellina. Da anni Negro si dedica allo studio dell'Astronomia, in particolare alla Cosmologia, ed è anche un grande esperto nella costruzione di specchi, lenti e strumentazioni astronomiche. L'intervento di Negro si è concentrato sulle analogie tra l'astronomia amatoriale del Gruppo Astrofili Pordenonesi e quella professionale, fatta con i grandi telescopi terrestri e spaziali; come ha spiegato Negro, i nemici comuni della ricerca amatoriale e professionale sono l'inquinamento luminoso e la turbolenza atmosferica, entrambi degradano molto la qualità dei segnali luminosi che ci giungono dalle sorgenti astronomiche.
Inoltre, Negro ha sottolineato come lo sviluppo tecnologico legato alle camere elettroniche CCD, abbia ridotto moltissimo il divario tra la qualità delle immagini amatoriali e professionali, ormai legato alla sola dimensione del telescopio utilizzato per l'osservazione del ciclo,
Poi la parola è passata al Prof. Sedmak, professore e coordinatore delle unità di ricerca dell'Università di Trieste, che da anni collabora con il Gruppo Astrofili Pordenonesi. Con estrema chiarezza il Prof Sedmak ha spiegato l'evoluzione tecnologica dei telescopi ottici, dal cannocchiale di Galileo Galilei, ai più grandi telescopi attualmente utilizzati nel mondo.
Come ha spiegato il Prof Sedmak, il contenuto di informazione di una immagine astronomica dipende dal flusso di informazione del sistema ottico, cioè è proporzionale al rapporto tra il campo di vista e la risoluzione spaziale angolare del sistema; ovviamente il contenuto di informazione è limitato dal rumore prodotto dall'atmosfera e dall'inquinamento luminoso. Ecco perché per osservare oggetti sempre più remoti e deboli nell'universo è stato necessario costruire dei telescopi con specchi sempre più grandi, in modo da raccogliere più luce, e in luoghi dove l'attività umana è praticamente assente, per esempio in Cile, in Arizona e nelle isole Canarie. Per superare i limiti imposti dalla atmosfera terrestre, sono stati progettati telescopi spaziali, tra i quali il più famoso è sicuramente il telescopio spaziale Hubble; tuttavia è più facile costruire a terra dei telescopi con specchi da diversi metri di diametro e lo sviluppo delle recenti tecnologie di ottiche attive ed adattive ha consentito di compensare l'effetto di turbolenza dell'atmosfera, rendendo migliori le immagini astronomiche da terra che dallo spazio (un esempio è il telescopio VLT dell'ESO in Cile). Il Prof. Sedmak ha concluso il suo intervento accennando ai progetti futuri della ricerca astronomica europea, che prevedono la costruzione di telescopi extra grandi (fino a 100 metri di diametro) a compensazione atmosferica, grazie ai quali l'uomo potrà finalmente iniziare la ricerca di pianeti extrasolari simili alla Terra ed esplorare i confini dell'Universo, scoprendo altre meraviglie del cosmo. Questi progetti hanno suscitato forti emozioni nell'attento pubblico, che ha ringraziato il Prof Sedmak con un lungo e caloroso applauso.
Infine, unendo competenza a simpatia, Padre Sabino Maffeo, Assistente al Direttore dell’Osservatorio della Santa Sede, ha illustrato la storia, i personaggi, i contesti storici che hanno caratterizzato la nascita e l’attività fino ai giorni nostri della Specola Vaticana. E’ emerso come l’originaria volontà di dar vita all’osservatorio fosse nata per lo scopo di dimostrare con i fatti, come Scienza e Fede potessero convivere senza contrapposizione alcuna; di dimostrare al mondo che un uomo di fede potesse essere contemporaneamente uomo di scienza. In effetti, ad una prima lettura, ed ancora oggi, “Scienza e Fede” possono apparire come due mondi, due scelte di vita poste quasi agli antipodi; ma ascoltando la dotta esposizione di Padre Sabino Maffeo S.J., che ha spaziato da Leone XIII alla scoperta dei neutrini, a padre Angelo Secchi alla fisica-matematica e meteorologia, fino al centenario della fondazione, ricordata da Giovanni Paolo II, risulta agevole ricredersi e comprendere come la Specola Vaticana, oggi, rappresenti un’occasione internazionale di incontro e confronto in materia scientifica.
In presenza di un numeroso pubblico, numerosi sono stati gli interventi e calorosi gli applausi che hanno terminato l’interessante serata.