Chernobyl 20 anni dopo

a cura dell' Ing. G. Gasparini e del Dott. D. Goz



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Da tempo il direttivo del Gruppo Astrofili Pordenonesi aveva intenzione di dedicare una serata ad un delicato problema, che purtroppo interessa ancora l’Europa.

“Il 26 aprile 1986 la stupidità umana ha segnato la storia del nostro pianeta per almeno 24.000 anni”, questa l’apertura della conferenza da parte dell’Ing. Gasparini, che aveva già preparato una serata su questo tema proprio il 26 aprile di quest’anno.

“E’ consueto per l’uomo ricordare i vari avvenimenti della storia secondo multipli del numero dieci”- ha continuato l’Ing. Gasparini“ma in questo caso sarebbe più appropriato utilizzare multipli del numero ventiquattro, in quanto il tempo di emivita del plutonio, uno degli elementi radioattivi prodotti a Chernobyl, è di 24.000 anni”.

 

“La città dell’atomo” era un fiorente paese del nord Ucraina, molto vicino al confine con la Bielorussia. Il 25 aprile 1986 la potenza del reattore numero quattro venne diminuita per consentire un esperimento, il sistema di raffreddamento di emergenza venne disinnestato, violando i principi di sicurezza; per un errore dell’operatore, la potenza del reattore scese a 30 megawatt e il reattore divenne pericolosamente instabile. La reattività del nocciolo ormai fuori controllo fece aumentare la temperatura in modo esponenziale, finchè il reattore esplose. I primi che giunsero sul luogo del disastro, convinti che si trattasse di un normale incendio, furono dei pompieri; tutti morirono per dose acuta da radiazioni entro quattordici giorni. Successivamente giunsero degli elicotteristi che, lanciando sopra al reattore tonnellate di sabbia e di boro, tentarono di bloccare la fuoriuscita di radiazioni dal nocciolo ancora incandescente. Questi eroi rifiutarono il turnover, consapevoli di andare a morire, ma riuscirono nel loro intento.

 

Ma l’incidente di Chernobyl era un disastro preannunciato; il reattore nucleare RBMK 1000 dell’unità numero quattro aveva delle lacune progettuali molto evidenti, soprattutto in termini di sicurezza, cosa che non succedeva e non succede in occidente. Il governo russo cercò il più possibile di insabbiare l’accaduto, ma l’alta radioattività che si liberò nell’aria, raggiunse molto presto il nord e centro europa, mettendo in allarme i paesi confinanti; fu proprio la Svezia che chiese ufficialmente al governo russo di dichiarare cosa fosse successo. Addirittura per non “spargere il panico” non vennero presi i minimi soccorsi di emergenza per la popolazione, con effetti deleteri soprattutto per i bambini.

 

Il secondo relatore della serata, David Goz, ha fatto una breve relazione sui principi fisici di fissione e di fusione nucleare; la prima è il metodo di produzione energetica utilizzato attualmente, ma in futuro la fusione (lo stesso meccanismo che fa “ardere” il Sole) potrebbe essere la soluzione definitiva ai problemi energetici del pianeta. Nell’ambito degli “Astrofili” Daniele Negro ha mostrato delle immagini della nebulosa M27, una delle più luminose in cielo.

 

La serata si è conclusa con il saluto del Presidente Demetrio Moras, che ha  ringraziato i relatori per questa speciale conferenza e gli illustri ospiti per i loro interventi.